Nel mese di Marzo, a Milano, si è tenuto il primo congresso internazionale sugli Internet Addiction Disorders – i disturbi di dipendenza da Internet – che getta luce su una dipendenza comparabile al gioco d’azzardo patologico e che, addirittura, ha caratteristiche in comune con le ben note dipendenze da stupefacenti.

Il termine Internet addiction disorder (IAD) è stato coniato per la prima volta da Ivan Goldberg nel 1995 e nel 2013 la proposta di diagnosi, seppur sperimentale, di Internet Gaming Disorder è stata inserita nella Session III del Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders.

In Italia, lo psichiatra Tonino Cantelmi ha pubblicato il primo lavoro sulla dipendenza da internet nel 1998 e da allora sono susseguiti numerosi studi. Ma cos’è la dipendenza da internet? Quali sono i suoi effetti e come è possibile uscirne?

Anzitutto l’Internet Addiction comprende una grande varietà di comportamenti, tutti accomunati dal controllo degli impulsi e dalla difficoltà nel regolare stati emotivi dolorosi.

Il Center for Online Addiction americano ha classificato le dipendenze online in 5 categorie:

1 Dipendenza dal sesso virtuale

2 Dipendenza da relazioni virtuali

3 Dipendenza dai giochi online compresi gioco d’azzardo, shopping compulsivo, commercio e videogame

4 Sovraccarico cognitivo attraverso l’utilizzo di database sul Web

5 Dipendenza dai giochi al computer

Naturalmente non è semplice valutare quando l’uso della tecnologia online si trasforma in una vera e propria patologia: la grande diffusione di internet fa sì che molte persone trascorrano diverso tempo al computer, ciò non significa che abbiano tutte sviluppato una dipendenza. Il problema nasce quando l’utilizzo di internet impatta la qualità delle relazioni e delle interazioni dell’individuo compromettendo le attività quotidiane, in particolare lavoro, scuola, relazioni affettive e socializzazione.

Diverse ricerche hanno evidenziato due principali fasi di sviluppo che accomunano chi è affetto dall’internet addiction: fase di osservazione e ricerca, durante la quale il soggetto scopre le potenziali offerte di internet e ad utilizzare quelle più affini ai suoi bisogni con il rischio che diventino compulsioni vere e proprie (shopping, gioco d’azzardo, pornografia); fase relazionale-comunicativa dove il soggetto comincia ad utilizzare giochi di ruolo online, chat e social network. E’ in questa fase che nascono le net-dipendenze che vedono tra i soggetti ad elevato rischio quelle persone incapaci di relazionarsi, di comunicare nella quotidianità e si rifugiano nell’anonimato della rete per sfuggire a problemi reali.

Questi comportamenti possono incrementare  l’isolamento e la ricerca di soddisfazione al di fuori della realtà.

Quali sono i soggetti più a rischio?

L’uso di chat, social network, giochi e community non è di per sé dannoso e se utilizzato con prudenza e moderazione si configura come un utile strumento per comunicare.

Stati emotivi come ansia, stress, depressione, però, rappresentano fattori che possono incidere sulla dipendenza da tecnologia e da internet: in momenti di disagio e difficoltà, la rete offre numerose opportunità di svago e distrazione calmando e facendo svuotare la mente da queste sensazioni. In quest’ottica, il rischio è quello di entrare in un circolo vizioso dove la situazione conflittuale non viene affrontata ma evitata e sostituita dal web: il problema non viene risolto ma alimentato.

Anche chi si trova in altre condizioni di dipendenza come quella da alcool, sostanze stupefacenti, gioco d’azzardo e soggetti con fobie sono categorie a rischio.

Quali sono i sintomi della dipendenza da internet?

I sintomi possono essere rappresentati sul piano fisico da perdita di peso, perdita del sonno, problemi alla vista, cefalee; perdita d’interesse e contatti con persone care, perdita di contatto con la realtà, perdita di cognizione del tempo, questi i principali sintomi sul piano psichico. Il World Wide Web, a questo punto, rappresenta l’unico interesse del soggetto che, in esso, trova soddisfazione e coinvolgimento.

La terapia con persone net-dipendenti

Per aiutare le persone che soffrono di una net-dipendenza è importante spostare l’attenzione dal piano virtuale a quello reale: cosa evita la persona nella vita reale fuggendo nel mondo virtuale? Quali sono le relazioni difficili o le fonti di disagio?

Come tutte le dipendenze il lavoro terapeutico si focalizzerà sui problemi specifici della persona, aiutandola così a cambiare il modo in cui usa il web: non più come fuga ed evitamento dalla realtà ma come mezzo per raggiungere la soddisfazione dei propri bisogni e desideri.